|
Un'atmosfera tropicale pervade l'aria a Pino
(Pinu), circa 2 km a sud del bivio da Luri. Sulle pareti della scogliera
crescono le palme, e le case, di colore rosa pallido, arancione
e giallo, hanno tetti a torretta e verande. Quelle più imponenti
sono le "maisons d'Américains", una delle quali
costruita da Antoine Liccione che, come molti della sua generazione,
lasciò il paese giurando di non farvi ritorno fino a che
non fosse diventato ricco. Liccione ebbe fortuna, scoprendo filoni
d'oro sia in Venezuela che in Brasile, e quando mori si dice possedesse
metà delle Guyana. Potreste fermarvi al paese per bere qualcosa,
oppure seguire la strada scoscesa fuori dal centro abitato che scende
alla marine, dove si trova un convento francescano del XV secolo,
semi nascosto in una giungla di bambù. Sebbene il suo aspetto
esterno sia sinistro, provate a entrare all'interno per vedere gli
affreschi, ormai sbiaditi, del XV secolo sopra l'ingresso: raffigurano
la Vergine con a fianco San Francesco e San Bernardo. Se il convento
è chiuso, chiedete la chiave all'Église Ste-Marie,
nel centro del paese.
Tour de Sénèque
Poco distante, a nord di Pino, un bivio in direzione di
Luri vi condurrà lungo una strada serpeggiante che attraversa
una pineta fino al Col de St-Lucie. Se imboccate il ripido
bivio sulla destra a piedi, allora seguite un viottolo pieno di
buche attraverso la foresta e ben presto arriverete a una scuola
abbandonata, sopra la quale si profila la Tour de Sénèque.
Situata sulla cima di un pinnacolo di roccia nera, la torre, imponentemente
minacciosa, è stata costruita nel XV secolo dalla famiglia
da Mare sul luogo dove si dice che Seneca abbia vissuto dal 41 al
49 d.C., dopo essere stato esiliato per avere offeso l'imperatore
Claudio e accusato di avere sedotto la nipote dell'imperatore. La
sua sfrenata cattiva condotta non si fermò qui. Durante il
suo esilio, si racconta che una volta Seneca scese dal suo rifugio
nel tentativo di violentare le donne corse, cosa per cui fu attaccato
con le ortiche - da qui la profusione delle piante intorno alla
base della torre.
La salita attraverso i boschi fino alla torre dura trenta minuti,
e merita lo sforzo per il panorama che si estende fino a entrambe
le coste del capo e al massiccio del Monte Stello. Per immettersi
nel sentiero seguite la strada carrozzabile sterrata dalla scuola
abbandonata verso il trasmettitore radio sopra di voi nel bosco,
poi tenetevi sulla sinistra lungo il viottolo che si diparte da
qui dopo circa cinque minuti. Da questo punto vi aspetta una dura
salita in mezzo agli alberi fino alla cima, con gli ultimi 20 m
circa sulle rocce esposte.
|